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Cos'è Nova

Luca PellegriniArchitetto


Ieri

a è senza dubbio il tema d’architettura che più mi esalta.

A volte paragono l’architetto al medico, a volte allo scrittore: forse esagero.

Non esagero, però, se dico che vivere una casa piuttosto che un’altra possa influenzare notevolmente la propria vita.

Per questo è la cosa che preferisco fare in assoluto.

Per questo lo ritengo lo svolgimento più difficile per un architetto.

Per questo ritengo che, noi architetti, abbiamo una responsabilità enorme verso i nostri clienti: progettare loro una casa accogliente, vivibile, luminosa, verde, ariosa, pratica, robusta, sostenibile e capace nel tempo di stupire ancora.

Qualche anno fa ho fondato con Daniele Daneluzzi lo Studio Bruno (www.brunoarchietture.it) Avevamo bisogno ufficializzare un nostro modo di pensare l’architettura, la nostra professione. Abbiamo quindi messo nero su bianco i nostri obiettivi, i nostri valori.

Innanzitutto, l’architettura deve risolvere problemi, ci siamo detti.

Molte volte noi architetti ricerchiamo nell’estetica la soluzione ai problemi dell’abitare, della produzione industriale e agricola o degli spazi espositivi, poi le diamo un nome in latino, venustas e ci sentiamo a posto con noi stessi.

Non Bruno, però.

I nostri progetti, prima di tutto devono funzionare, devono semplificare la vita.

Poi siamo passati al secondo valore fondante: l’architettura non è solo costruire.

La progettazione di un edificio, qualunque esso sia, deve rispondere a dei requisiti tecnologici sempre più sofisticati: strutturali, impiantistici, energetici.

Per questo ci facciamo garanti della gestione delle diverse professionalità, dei diversi saperi, che gravitano intorno ad un buon progetto.

Negli anni abbiamo collaborato con professionisti e impresari molto preparati e abbiamo selezionato una squadra con i migliori termotecn

Oggi

a è senza dubbio il tema d’architettura che più mi esalta.

A volte paragono l’architetto al medico, a volte allo scrittore: forse esagero.

Non esagero, però, se dico che vivere una casa piuttosto che un’altra possa influenzare notevolmente la propria vita.

Per questo è la cosa che preferisco fare in assoluto.

Per questo lo ritengo lo svolgimento più difficile per un architetto.

Per questo ritengo che, noi architetti, abbiamo una responsabilità enorme verso i nostri clienti: progettare loro una casa accogliente, vivibile, luminosa, verde, ariosa, pratica, robusta, sostenibile e capace nel tempo di stupire ancora.

Qualche anno fa ho fondato con Daniele Daneluzzi lo Studio Bruno (www.brunoarchietture.it) Avevamo bisogno ufficializzare un nostro modo di pensare l’architettura, la nostra professione. Abbiamo quindi messo nero su bianco i nostri obiettivi, i nostri valori.

Innanzitutto, l’architettura deve risolvere problemi, ci siamo detti.

Molte volte noi architetti ricerchiamo nell’estetica la soluzione ai problemi dell’abitare, della produzione industriale e agricola o degli spazi espositivi, poi le diamo un nome in latino, venustas e ci sentiamo a posto con noi stessi.

Non Bruno, però.

I nostri progetti, prima di tutto devono funzionare, devono semplificare la vita.

Poi siamo passati al secondo valore fondante: l’architettura non è solo costruire.

La progettazione di un edificio, qualunque esso sia, deve rispondere a dei requisiti tecnologici sempre più sofisticati: strutturali, impiantistici, energetici.

Per questo ci facciamo garanti della gestione delle diverse professionalità, dei diversi saperi, che gravitano intorno ad un buon progetto.

Negli anni abbiamo collaborato con professionisti e impresari molto preparati e abbiamo selezionato una squadra con i migliori termotecnici, i



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